C’ERA UNA VOLTA

‘Ceraunavolta’ un mondo perfetto, tranquillo, discreto, onesto e che lasciava spazio ai sogni. Pensava di avere già tutto, ma riuscirono ad ingannarlo molto bene. Si sentiva invecchiare, così gli fecero credere che “intelligenza” significa “vecchiaia”, e gli dissero che cambiando stile, con un po’ di progresso incontrollato, sarebbe riuscito a tornare giovane.

Lui ci provò. Era duro abbandonare la sua natura e il suo buonsenso innato, ma infine riuscì a diventare un mondo perfettamente stupido, moderno, crudele e insensato. Ora si sentiva molto meglio – perché non aveva più lucidità.

C’era solo un piccolo problema: ogni tanto, mentre fissava il vuoto con i suoi occhi annebbiati da un’idiozia tutta nuova, avvertiva una sensazione molto sgradevole – come di un leggero trauma nascosto nel subconscio, e volutamente dimenticato – una sensazione simile a un carillon spaccato e buttato in una pattumiera.

Storia originariamente pubblicata su Instagram il 17 aprile 2013

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