Come riconoscere le fake news

Come riconoscere le fake news al primo sguardo

Piccola premessa per i cacciatori di fake news

Diffondere una notizia o un’informazione non corretta è dannoso – alla lunga – anche per chi intende farlo volutamente e con palese intento malevolo. Perché distruggere la realtà dei fatti e sostituirla con una parziale verità, omissione o falsità può incidere anche sulle azioni che interessano l’umanità a livello “macro”, e quindi decretano le sorti di chi le vive a livello “micro”.

Ecco perché tutti – e mi c’includo anch’io – dovremmo allenarci ad effettuare una serie di verifiche, prima di ritenere qualunque notizia davvero accurata e, possibilmente, col più alto margine di obiettività (aka aderenza ai fatti reali).

Qui ho elencato una serie di “step” utili a raggiungere la meta, ossia la probabilità abbastanza elevata di non dare credito a una notizia poco attendibile o falsa (fake news).

⚠️ AVVERTENZA

Ovviamente i consigli che seguono, derivanti dalla mia personale esperienza, non offrono una garanzia totale (ma nemmeno parziale) per l’individuazione di potenziali fake news. La prova definitiva è sempre data dal buonsenso, dall’analisi del contesto, dalla logica. Pertanto, declino qualunque responsabilità per chi avrà letto e messo in pratica ogni parola di questo articolo, senza però attivare la mente in presenza di casi particolari e specifici.

Detto questo… Ecco un bel po’ di suggerimenti:

  • Il titolo è troppo accattivante, suscita una curiosità morbosa, “dice e non dice”? È probabilmente clickbait. (Non essere pigro 😉 cliccando qui puoi vedere la definizione di clickbait). Questo può essere il primo indizio di un articolo non veritiero o, comunque, manifesta un modo poco corretto di fare informazione – nel caso in cui la notizia sia attendibile.
  • Leggi la notizia per intero. Non fermarti ai vari sottotitoli, titoli di paragrafo, parole-chiavi, sommari, immagini o video. Non accontentarti, insomma, di una lettura “mordi-e-fuggi”, perché se la notizia è stata confezionata ad arte per attirare lo sguardo del lettore, rischi di perderti precisazioni interne al testo che, magari, mirano ad esprimere un concetto opposto. Non è raro, infatti, l’utilizzo di una sottile dose di metafore e figure retoriche rispetto a specifici argomenti (anche se sarebbe opportuno mantenere l’informazione comprensibile a tutti). Quindi, le prime 5 righe non bastano a farti capire qual è il cuore dell’articolo.
  • Googla la notizia sospetta. Se l’informazione che stai leggendo è molto diffusa, non avrai difficoltà a trovare una smentita digitando su Google [titolo notizia + bufala]. Se quello che hai letto è falso (ma virale), ed è stato già intercettato da “smascheratori” allenati, nei risultati di ricerca vedrai i contro-titoli dei portali di “fact checking” (controllo della notizia), che hanno già verificato tutto 😉 Eccone alcuni da salvare tra i “Preferiti” del browser: Butac, Giornalettismo, Pagella Politica.
  • Verifica l’URL della homepage. Se la notizia proviene da uno di questi siti web, o dai siti e blog elencati qui e qui (es. ilfattoquotiDAino, il GioMale, Libero Giornale) vale quanto la carta straccia.
  • Cerca la pagina “Chi siamo” e controlla i credits nel footer. Normalmente, un giornale online attendibile dovrebbe recare una dicitura di questo tipo: “[Nome del giornale] è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di [nome città] n. […] – XX/XX/XXXX [data di registrazione]”, con il nome dell’Editore e del Direttore Responsabile. Nella pagina “Chi siamo” dovrebbero esserci anche recapiti telefonici e indirizzi email reali, non un semplice modulo di contatto.

“Devo proprio fare tutto questo?” Dipende… da quanto sei disposto a credere a ciò che leggi.

  • Controlla le fonti. A meno che il giornalista non decida di tutelare le proprie fonti (persone fisiche) omettendone il nome (purché attendibili, sulla base delle sue ricerche), un ottimo indizio di fake news è l’assenza di fonti precise e verificabili, nonché di hyperlink da cui collegarsi alle fonti citate. Facciamo un esempio: “Secondo recenti statistiche…” Quali? Chi o quale istituzione le ha rilevate? Quanta credibilità hanno queste rilevazioni? Come sono state effettuate (campioni quantitativi, periodo temporale, metodologia)? Esiste un documento che provi queste rilevazioni e che sia liberamente consultabile? E infine, l’autore dell’articolo ha correttamente interpretato le statistiche, o si è lasciato – volutamente o ingenuamente – fuorviare dai dati che gli risultano poco chiari? In mancanza di fonti documentabili o accertabili, qualunque notizia è da mettere in discussione.
  • Verifica il nome dell’autore. Diffida dei siti web che non pubblicano mai i nomi degli autori, restando in anonimo o nascondendosi dietro pseudonimi o termini generici (es. Autore, Redattore). Se l’autore ha speso tempo ed energie per uno scoop incredibile, perché non dovrebbe andarne fiero?
  • Ortografia e grammatica. Anche se sulla sintassi, a volte, è possibile chiudere un occhio, sull’ortografia e sulla grammatica non si dovrebbe transigere. Alt! Non ti sto suggerendo di eccedere nel senso opposto (es. saturare i commenti di precisazioni grammaticali sterili o fini a se stesse), ma di affinare i tuoi sospetti in presenza di virgole separate dalle parole che precedono , punti di sospensione (peggio se in numero inferiore o superiore a tre ……..), alle maiuscole inutili (la Donna Ha Detto Che Ecc.), ai puLtroppo e “qual’è” con l’apostrofo (ignoranza cronica) e agli eccessi di punteggiatura_ !?!?!?! 😉
  • Scopo dell’articolo poco chiaro o notizia interrotta. A meno che non si tratti di “notizie flash” (es. aggiornamenti su eventi sportivi o calamità naturali, ecc.), se dopo la lettura ti ritrovi a notare una sensazione di suspense o una non-notizia (es. _La signora Carmela ha cucinato il pranzo, vediamo come lo ha preparato _- e questo non ha alcuna rilevanza se non, ad esempio, venderti una marca di pasta), allora elimina per sempre quel sito web o blog dalla tua whitelist! Le informazioni promozionali devono essere sempre segnalate da un disclaimer e distinte dalla vera informazione giornalistica.
  • La notizia è tradotta da un articolo in lingua straniera? Verifica che esista il link all’articolo originale, che la testata estera sia attendibile e – soprattutto – che esista! Google Translate è il tuo miglior alleato, e in alcuni casi Google Chrome ti chiederà automaticamente se desideri tradurre l’articolo nella tua lingua.
  • Alto numero di condivisioni e commenti. Se una notizia è esageratamente virale, meglio diffidarne. Il 90% di chi ha sentito l’urgenza di commentarla e condividerla – magari aggiungendo a malapena poche parole confuse – quasi certamente non avrà seguito accorgimenti come quelli descritti qui sopra.
  • Tieni d’occhio il contesto generale. L’attendibilità di una notizia può dipendere anche da chi la scrive e da chi la legge (destinatario finale). Se quindi noti frasi tendenziose, o articoli che sembrano scritti proprio per ricevere e provocare un determinato tipo di commenti (es. “Vergogna! Basta! Guarda quello!”), prova a chiederti perché la notizia sia stata scritta in quel modo, e non in maniera opposta.
  • Immagini troppo “di repertorio”, quasi nessuna originale. A meno che non si tratti di un blog, un sito web che si “spaccia” per una vera testata giornalistica dovrebbe avere anche fotografi e/o videomaker a disposizione per le notizie del giorno. Questo perché, in una redazione giornalistica “a pieno regime”, cercare immagini gratis per tutti gli articoli può richiedere molto tempo, e acquistare immagini professionali (soluzione molto comoda) comporta costi che i dilettanti non possono – ovviamente – sostenere. Per questo, i falsi giornali preferiscono immagini o video coperti da diritto d’autore, pubblicati senza credits o in assenza di adeguati permessi.
  • Volti di minori non oscurati, fotoritocco, scarsa attenzione per gli argomenti sensibili. Esiste una legislazione specifica per ognuno di questi casi. Le fotografie alterate non costituiscono elementi attendibili, ma anche la pubblicazione di immagini troppo violente, o che ritraggono minori in assenza di specifici permessi, è davvero inaccettabile. Inoltre, notizie troppo “morbose” e cruente denotano, se non potenziali fake news, sicuramente una scarsa conoscenza della normativa in materia e, quindi, qualcosa da cui prendere (almeno momentaneamente) le distanze.
  • Anche i giornali attendibili sbagliano. Non sempre le testate più famose e a tiratura nazionale sono immuni dalle fake news. È già successo che la fretta di pubblicare per primi giocasse brutti scherzi perfino alle maggiori testate italiane. Eppure, in rari casi, alcuni hanno avuto l’umiltà di rettificare e correggere anche notizie non particolarmente rilevanti (ma comunque errate). Massima stima per chi costruisce la propria credibilità sul fact checking.

Questo articolo ti è stato utile? Hai altri suggerimenti per smascherare le #fakenews?

Scrivilo nei commenti, a beneficio di tutti. Grazie,

~ unastoryteller

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